A Gragnano le rovine della prima fabbrica di pasta


NOTIZIE – Ne cava fuori poco o nulla chi si mette in cerca di dettagli storici riguardo questo scheletro industriale, nascosto tra gli edifici abitativi del centro di Gragnano in un cortile privato. In quest’area è tuttora attivo un pastificio, traslocato di recente dopo un’operazione di rinnovo di un’ala dell’antica fabbrica dismessa. Le informazioni di seconda mano che abbiamo reperito suggeriscono si tratti di una della più antica costruzione di Gragnano adibita alla produzione industriale di pasta, poi abbandonata per un crollo dovuto al disastroso terremoto del 23 novembre 1980.

I locali ristrutturati ed oggi funzionanti conservano esternamente la muratura originaria, inclusi i finestroni con robuste sbarre metalliche che un tempo servivano all’areazione delle sale interne e che accomunano la vecchia e la nuova fabbrica. Il resto dell’edificio adiacente è un cadavere lasciato lì a consumarsi, in buona parte crollato e svuotato di qualsiasi contenuto removibile. Sebbene la fabbrica sia facilmente rintracciabile per chi si rechi a Gragnano, nota in Italia come capitale della pasta e città del ‘panuozzo’, giace all’interno di una proprietà privata, dunque è sconsigliata la visita.

LA NOSTRA DERIVA – Abbiamo avvistato questo possente gigante fin da valle, mentre visitavamo una stazione dei treni non più in funzione (guarda le foto sulla nostra pagina Facebook), e ne siamo stati subito attratti. Il pastificio si erge su un’altura in dolce compagnia: affiancato da diversi edifici abbandonati e distrutti, spicca però per le dimensioni colossali e i contorni eleganti. Oltre che per la lunghissima ciminiera che, ancora intatta, spunta in alto su un lato.

Ma era ora di pranzo e una sosta per assaggiare il famigerato panuozzo era irrinunciabile. A stomaco pieno e orientandoci con il satellite, ci siamo diretti nel cortile in cui si nasconde, sorniona, la carcassa di questo titano defunto.  Avendo notato i segnali di proprietà privata e visto persone entrare e uscire dal nuovo pastificio oggi attivo, ci siamo fermati in attesa di essere notati, per chiedere informazioni e il permesso di gironzolare lì intorno. Autorizzazione concessa, ma a nostro rischio e pericolo: l’edificio è fatiscente ed è meglio starne alla larga.

Il portone era aperto, ma il primo corridoio d’ingresso era ricoperto di rifiuti d’ogni tipo: copertoni, resti di mobili, sacchi d’immondizia. Superati i cumuli di spazzatura abbiamo finalmente raggiunto gli interni dell’ex-pastificio.

 

Le sale che abbiamo attraversato hanno ormai poco da raccontare, non è rimasto quasi nulla oltre alle strutture portanti e alle pareti interne. Dal soffitto collassato in un ambiente laterale si intravede parte di una parete esterna sopravvissuta al crollo. In un cortile interno i rifiuti hanno formato una montagnola solida e compatta, ma attraversandola si scoprono oggetti d’ogni tipo, persino giocattoli anni ’80 e ’90 e una stampante. Le stanze più lontane dall’ingresso sono meglio conservate, ma anch’esse piuttosto spoglie o malmesse.

Su una parete buia, la luce della torcia ha rivelato enigmatiche cifre segnate con dei colori, in un’altra sala si trovano vasche in pietra, che un tempo dovevano servire al riposo della pasta o a qualche altro scopo ignoto a noi profani.

 

L’esplorazione si è inaspettatamente chiusa con una visita del nuovo pastificio adiacente: il proprietario Gerardo è stato così gentile da lasciarci visitare non solo il pastificio abbandonato, ma ci ha invitati anche ad entrare nella sua fabbrica, per mostrarci i suoi moderni macchinari, in funzione tra le antiche strutture rimaste intatte. Come se non bastasse, per salutarci e augurarci buon Natale ci ha fatto un “piccolo” dono: due chili di maccheroni!


Categoria: edificio fantasma
Tipologia: fabbrica dismessa
Stato: abbandonata/crollata
Zona: Monti Lattari (NA)
Raggiungibilità: agevole
Dintorni: popolati e trafficati
Accessibilità: proprietà privata
Visita: non consentita
Durata: 1 ora
Aggiornamento: dicembre 2018

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