Castello del Litto, solitario custode della valle


NOTIZIE – Non è nemmeno segnato sulle mappe di Google questo castelletto che si nasconde nel territorio di Mugnano di Cardinale, passato però alla tradizione come castello di Quadrelle, essendo appartenuto un tempo all’omonimo casale. Fu costruito in epoca normanna (XI secolo) sul pendio del Monte Litto per ragioni strategiche ed è chiamato per questo Castello del Litto. Già dal XV secolo ha iniziato a perdere la propria funzione difensiva ed è stato lentamente abbandonato.

Eppure, sebbene sia ormai poco più che un rudere dimenticato e ricoperto di vegetazione, il fortino conserva la solenne, vigorosa posa di un tempo: ancor più affascinante se circondata dalla luce crepuscolare, sopraggiunta quando siamo andati via. Solitario custode, il Castello del Litto sorveglia la sottostante Valle del Gaudo e i comuni di Quadrelle, Baiano, Sirignano e Mugnano del Cardinale.


DERIVA – Noi lo abbiamo avvistato da lontano e ci siamo lanciati alla ricerca tra le tortuose curve che scalano il monte. Al nostro arrivo nel tardo pomeriggio, soffiava un forte vento invernale. Tanto forte da spostare l’auto, ferma con il freno a mano sul ripido sentiero dissestato che conduce al castello. Intorno alla piccola fortezza, ci sono resti sparsi di mura di cinta e piccole capanne in pietra di cui poco è ancora integro, inclusi gli innesti più recenti.

Da un’ analisi delle murature conservate si può ipotizzare che la struttura fortificata si articolasse in tre aree distinte e cinte da mura che si conformavano all’andamento della sommità della collina, formando un arco. All’interno della prima area murata, posizionata sulla sommità della collina, domina il Mastio, poggiato sul banco di roccia, che presenta una base a pianta quadrangolare. I muri della torre sono costruiti con pietre di calcare locale, costituite da bozze di piccole e media grandezza” (clicca su coreportal.it per altre informazioni).

Gli ambienti interni al piano terra dell’edificio assomigliano più a un deposito agricolo che ad una fortezza e conservano due antiche apparecchiature meccaniche. Diversi crolli hanno trasformato la struttura in un rudere, e tolti i due grossi macchinari agricoli non c’è stato molto altro da scoprire tra le pareti ormai spoglie [clicca qui per altre foto].

Tutt’al più, c’era da proteggersi dal vento gelido e incessante: le mura dell’antico castello hanno offerto un prezioso riparo, finché non ha prevalso l’attrazione per lo splendido tramonto che lentamente si colorava lungo la valle.


Categoria: ruderi
Tipologia: castello
Stato: abbandono
Zona: provincia di Avellino
Dintorni: abitati
Raggiungibilità: comoda in auto
Accessibilità: libera
Visita: senza grossi ostacoli
Durata: 30 minuti
Aggiornamento: gennaio 2020

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