Ex base NATO di Bagnoli, storia di un cerchio che si chiude


L’area dell’ex base NATO di Bagnoli si sviluppa sulla collina di San Laise e ricopre oltre 300mila metri quadri e circa 200mila di superficie edificata: era una vera e propria cittadella autonoma, che comprendeva 18 fabbricati percorsi da vie interne e scalinate, con parchi, campi sportivi e palestre, spazi ricreativi, una scuola, una banca, tre mense, diversi bar, negozi ed altri servizi, persino una pista d’atterraggio per elicotteri. L’articolato gruppo edilizio costituiva di fatto la sede militare NATO più grande d’Italia, finché non fu smantellata e smilitarizzata nel 2013, ovvero alle soglie dei 60 anni di attività.


LA STORIA

della base NATO di Bagnoli precede la sua stessa esistenza e rimanda al 1939, anno in cui sullo stesso suolo iniziò l’edificazione del ‘Collegio Costanzo Ciano’, ovvero l’Istituto per i figli del Popolo di Napoli: si trattava di “un sistema integrato di edifici e attrezzature per il sostegno all’infanzia disagiata costruito a Bagnoli su iniziativa del Banco di Napoli”. Il progetto sorse con finalità di assistenza pedagogica e sociale, obiettivi tuttavia mai realmente perseguiti, laddove l’Istituto fu adoperato per “impartire istruzione tecnica per la formazione di operai specializzati e addestramento militare” (cfr. lo studio del prof. Giovanni Menna).

Un destino in un certo senso segnato, dato che il vasto complesso edilizio, per l’ampiezza e la posizione strategica, fece gola a diverse autorità militari durante la seconda guerra mondiale. Dapprima finì sotto il controllo dell’Esercito Italiano, poi fu occupato dai tedeschi e infine dagli inglesi. Dopo la conclusione del conflitto bellico fu per anni un campo profughi, sinché nei primi anni Cinquanta gli Americani decisero di stanziarvi un cruciale snodo logistico della propria rete di basi militari europee, collocandovi il quartier generale del comando strategico AFSOUTH (Allied Forces Southern Europe). Una storia durata ben sessant’anni: dal dicembre del 2012, con tanto di cerimonia ufficiale d’addio, il Comando Forze Alleate per il Sud Europa lasciò la base NATO di Bagnoli e fu ufficialmente trasferito nella nuova sede di Lago Patria, lasciando questo complesso abbandonato.


L’EX BASE
In cima alla piccola cittadella sono ancora visibili le tracce di un eliporto, ormai deserto. Solo una rudimentale roulotte in legno è ancora parcheggiata in fondo alla pista e reca il monito: “Una distrazione sul lavoro può costare la vita”. Ben più interessante è, al centro della collinetta di San Laise, la vista di un bunker antiatomico, chiuso e dismesso, ma internamente ancora illuminato.

In maggioranza, i diversi fabbricati sono inaccessibili al pubblico, salvo quelli riadattati a nuovi scopi. Noi abbiamo esplorato uno di questi ultimi: recuperato e riallestito al secondo piano, appare ancora nella sua condizione di abbandono e svuotamento su tutti gli altri livelli. Abbiamo omesso molte foto per buon senso e rispetto della privacy, in particolare cartelli e targhe che rimandano alle funzioni originarie delle stanze e delle sale con i rispettivi responsabili, nonché una zona segnalata come restricted area. Mostriamo invece quel che resta di una conference room ed altri uffici operativi ormai anonimi e arrugginiti, insieme ai bagni e un corridoio in penombra.

 

IL PRESENTE E IL FUTURO. Non lontano da questo luogo, dall’altra parte del quartiere, il territorio soffre ancora oggi la paralisi dovuta alle difficoltà di bonifica e riqualificazione dell’ex Italsider. Ma la parabola di dismissione ed abbandono dell’ex base NATO di Bagnoli rappresenta uno dei rari casi di lieto fine: la rinascita e riconversione dell’area, per restituirla ai cittadini, è cominciata appena un anno dopo il trasferimento dell’esercito americano, ovvero nel dicembre del 2013 con una serie di eventi pubblici culminati in un concerto di Edoardo Bennato.

Dopo qualche anno di lenta trasformazione, è stata rinnovata e riaperta una piscina, e alcuni cortili hanno fatto da cornice ad eventi notturni e festival. Di recente, vecchi uffici operativi della base militare sono stati rimessi in sesto come spazi di co-working o per ospitare la sede di enti pubblici. Il complesso ad oggi fa capo alla Regione, mentre la relativa proprietà è stata acquisita dalla FBNAI (Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia). Lo stesso ente che quasi un secolo fa tentò di perseguire una missione socio-pedagogica, poi interrotta dalla guerra, oggi finalmente è vicino all’obiettivo di valorizzare gli spazi pubblici e promuovere percorsi formativi e culturali. Il lieto fine giunge dopo un lungo, tortuoso tragitto, e chiude un cerchio aperto nel lontano 1939.


Categoria: siti militari
Tipologia: base NATO
Stato: smilitarizzata e convertita
Zona: Bagnoli
Accessibilità: libera
Visita: limitata
Durata della visita: 3-4 ore
Aggiornamento:
ottobre 2020

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