Dieci secoli tra le stanze del palazzo ducale di Castelpoto


Il palazzo ducale di Castelpoto, epicentro politico e strategico dell’antico borgo medievale, ne condivide la storia fatta di innumerevoli passaggi di mano tra famiglie nobiliari, dissidi con lo Stato Pontificio ed eventi sismici. Un insieme di fattori che ne hanno tracciato e continuamente riplasmato la fisionomia, che oggi appare nella sua veste disastrata a causa dei molteplici crolli per i noti terremoti della zona.


CENNI STORICI
– Il palazzo ducale di Castelpoto è anche chiamato castello, per ovvie ragioni storiche: nel 981 il borgo passò sotto il domino della gens potoniana longobarda, dalla quale trasse il toponimo, rimasto legato al castello anche in epoca normanna sotto il controllo di nuovi signori locali. Già in questa fase si verificarono modifiche strutturali della fortificazione, le cui mura di cinta originarie sono ad oggi ancora visibili sul lato nord della torre. Al termine del turbolento periodo normanno e svevo – durante i quali Castelpoto fu, grazie alla sua posizione sopraelevata, avamposto strategico – seguì quello sfortunato delle epidemie, che dimezzarono le famiglie del paese. Molteplici furono gli avvicendamenti nella sede signorile, che progressivamente fu trasformata in palazzo nobiliare: tra le casate di feudatari che si successero si ricorda la famiglia Della Leonessa (epoca angioina) e nei secoli seguenti i Caracciolo e i Ricca (per la travagliata cronologia si rimanda a questa fonte). Giovanni Giacomo Bartoli, dottore in legge, il 12 ottobre 1627 acquisì il feudo di Castelpoto dal duca Fabio Ricca, pagandogli una somma di 18000 ducati, cosicché il palazzo passò alla famiglia Bartoli. Il grave terremoto del 1688, che mise in ginocchio il borgo e ne devastò completamente la chiesa, distrusse l’intera parte sinistra del palazzo, nel cui crollo rimase vittima il nuovo signore di Castelpoto, il barone Nicola Bartoli, appena sedicenne. Il vescovo Orsini di Benevento s’impegnò ad aiutare la popolazione e fece riedificare la chiesa, mentre la ristrutturazione del palazzo avvenne tra il 1693 e il 1694. Alla fine del XIX secolo la proprietà passò inizialmente alla famiglia Mancini, e poi alla famiglia Simeone, entrambe del luogo.

L’ODIERNA STRUTTURA – Il palazzo ducale di Castelpoto conserva l’originaria pianta quadrata del castello, con cortile antistante. I fianchi sono inclinati per assecondare il crinale e garantire maggiore stabilità all’edificio. La torre dell’orologio, oggi simbolo del tempo fermo del borgo estinto, fu installata solo nel 1932. Il centro medievale fu abbandonato definitivamente in seguito al tremendo terremoto del 1980 (l’articolo a questo link), mentre il palazzo ducale di Castelpoto ha subito ulteriori crolli nel 2012, a causa della neve, quando è collassato il tetto superiore, e nell’agosto del 2020, quando ha ceduto il tetto dell’atrio.

Proprio gli ultimi crolli hanno di fatto sventrato un portone del palazzo, che fino a qualche tempo fa era ben chiuso. Gli interni conservano diversi cimeli della sua storia nobiliare: i pregiati arredamenti delle stanze, oggetti d’uso quotidiano, finanche le stalle e le cantine. Qui possiamo ammirarli grazie alle recenti immagini che ci ha donato Valerio Pandolfi, fotografo e videomaker, che si è recato sul posto.


Categoria: castello e residenza nobiliare
Tipologia: palazzo ducale
Stato: abbandonato e crollato
Raggiungibilità: a piedi
Visita: pericolosa, sconsigliata
Aggiornamento: gennaio 2021

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