Fascino e decadenza: Grand Hotel Terme, 6 piani di abbandono


C’era una volta il Grand Hotel Terme: un imponente edificio sul crinale di un monte con più di 200 posti letto disposti su sei piani, camere con aria condizionata e tutti i comfort; ristorante con bar e colazione a buffet; centro di fangoterapia; da ogni finestra e terrazzo un tenue, morbido panorama sulla valle, che pacifica i sensi e la mente.

Intorno all’albergo un centro ricevimenti dalla pianta circolare, campi sportivi, percorsi benessere, piscine e ruscelli termali, strutture ricreative per bambini. Un complesso sorto sopra una falda acquifera dalle proprietà benefiche naturali, ideale per la cura di diverse patologie più o meno gravi.

 

C’era una volta, sì, perché da diversi decenni questo albergo è lasciato all’abbandono. La posizione decentrata e sopraelevata lo ha preservato da eccessive devastazioni, ma gli interni dell’hotel non conservano particolari arredamenti né segni visibili della (breve) vita d’un tempo.

In esplorazione solitaria, sono sceso dalla reception al piano inferiore per scoprire le sale dedicate alla fangoterapia, la principale attrazione di questo centro dedicato alle terapie di benessere e relax, ma anche di cura di patologie otorinolaringoiatriche, pneumologiche, reumatiche e dermatologiche.

 

Sale e corridoi, avvolti nella penombra, ai più fantasiosi e amanti del cinema potrebbero trasmettere un vago sapore da Overlook Hotel. I piani dal primo al sesto li ho percorsi rapidamente, conscio delle scarse probabilità di ritrovare spunti interessanti nelle duecento e più stanze ricoperte di polvere, intonaco e calcinacci. Solo il panorama, dalle finestre, è ancora in grado di restituire un intenso, immutato piacere visivo. Tant’è che mi sono spinto fin sopra il terrazzo, per goderne a pieno e ritrovarmi, inaspettatamente, dietro le insegne dell’albergo.

 

Un anziano passante, che mi ha visto intento a fotografare l’edificio, mi ha raccontato dei fasti, pur brevi, di questo albergo, molto frequentato durante gli anni Sessanta e Settanta. Mi ha indicato, poi, l’edificio circolare sull’altro lato della strada, dove qualcuno sceglieva di festeggiare il proprio matrimonio. Finché la pioggia ha interrotto la conversazione, e ci siamo allontanati.

Il resto delle informazioni l’ho reperito da me: la fortuna della struttura è dipesa dalle sorti di un imprenditore locale, la cui morte ha sancito la fine, dopo non molti anni, anche di quest’attività, proprio come accaduto per il vicino monastero di cui abbiamo già parlato nel nostro precedente articolo (clicca qui per aprirlo).


Categoria: edificio fantasma
Tipologia: albergo
Stato: abbandonato
Raggiungibilità: agevole in auto
Accessibilità: libera
Dintorni: poco trafficati
Durata della visita: 1-2 ore
Aggiornamento: agosto 2019

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