Né carne, né spirito: ossa umane nell’antico monastero


Il titolo non mente, ebbene: in Campania c’è un monastero abbandonato, eh già, uno dei tanti, ma in un angolo della chiesa di questo monastero giace uno scrigno contenente… ossa umane. Proprio così. E non è nemmeno fuori mano, isolato su qualche montagna: è nel mezzo di un centro abitato. A passarci accanto, potrebbe anche sfuggire alla vista per come è risucchiato nell’agglomerato edilizio moderno. Visto da lontano, non ci si fa caso, sembrerebbe poco più che un rudere in stato di abbandono o prossimo alla demolizione.

Si tratta di un complesso benedettino molto antico: sorse durante il secolo XI d.C. intorno ad una chiesa, le cui origini sono addirittura antecedenti alla fine del primo millennio. Molto presto divenne ospedale per i poveri e un luogo d’accoglienza e assistenza per gli infermi: una pratica piuttosto comune per gli ordini religiosi di fede cristiana.

La scalinata esterna ad oggi è malridotta e coperta di rovi, mentre la chiesa antistante il complesso è interdetta da una recinzione. Il monastero, invece, ha ancora un accesso, noto anche ai ragazzini del posto, come abbiamo potuto notare.

Una volta messo piede all’interno, il chiostro non riserva particolari sorprese. L’edificio appare spoglio e scarnificato fino alle fondamenta, solo le volte e le soffittature rimandano in qualche punto all’architettura integra d’un tempo, che tuttavia subì diversi rifacimenti e restauri tra il Seicento e il Settecento. La tettoia sembra invece piuttosto nuova: segno di un probabile tentativo di recupero interrotto.

Proseguendo l’esplorazione lungo i corridoi, qualche scorcio interessante si palesa nella penombra degli ambienti meno illuminati, mentre piccoli archi e scalette conducono verso spazi più nascosti, ma pur sempre vuoti.

I piani superiori non sembrano offrire molto di meglio, se non una vista panoramica del complesso. Finché non scopriamo un paio di piccole sale affrescate che, pur intralciate da impalcature, meritano uno sguardo più accurato. D’altronde, un piccolo residuo dei fregi e delle decorazioni di questo monastero lo si scorge già al piano terra alzando un po’ gli occhi e scoprendo il rilievo di un angelo, senza testa e senza gambe. Tutto ciò che resta è davvero prossimo alla sparizione, cancellato dal tempo e dall’incuria.

Ma a questo punto giunge il piatto forte. Aguzzando la vista, proprio dall’interno del monastero si trova un accesso interno alla chiesa serrata esternamente. Varcata la soglia, già dopo pochi passi si nota uno stato di conservazione migliore, finché non si raggiunge la navata principale della chiesa, che conserva un affresco sulla volta centrale e un altare in discreto stato, affiancato da due statue che incredibilmente non sono state trafugate. In un angolo, adagiato in una nicchia, ecco lo scrigno contenente ossa umane (almeno in apparenza), al quale si aggiunge un sacco nero per i ‘materiali in eccesso’.

La scoperta del piccolo ossario lascia piuttosto interdetti e apre diversi quesiti irrisolti: a quando risalgono i resti scheletrici? Appartengono addirittura ai monaci o sono più recenti? Perché giacciono qui incustoditi? Difficile trovare una risposta, anche perché non sappiamo quando sia stato definitivamente abbandonato questo monastero.

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Categoria: edifici fantasma
Tipologia: monastero
Stato: abbandono
Raggiungibilità: a piedi
Accessibilità: ardua
Dintorni: densamente abitati
Durata della visita: 60 minuti
Aggiornamento: maggio 2019

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