I resti di Villa dei Pini, l’ospedale che scampò alla tragedia


Villa dei Pini è la scarna ossatura che oggi resta di un ospedale di Sarno, in memoria del disastro che ha reso noto in Italia questo piccolo comune: l’alluvione del 1998 e le conseguenti frane, che solo a Sarno causarono 137 vittime, centinaia di feriti e ingenti danni architettonici e ambientali.

Il simbolo di quel tragico evento è però l’ospedale Villa Malta, sede centrale a cui afferiva anche la Villa dei Pini: posta alle pendici della montagna, Villa Malta fu investita in pieno dalla colata di fango nella notte del 5 maggio. Nel tentativo di salvare i pazienti, persero la vita anche diversi medici e infermieri e l’azienda ospedaliera cessò di esistere. Oggi l’edificio è pericolante e sigillato e il suo guscio scheletrito sembra recare alla memoria la tragedia che colpì Sarno vent’anni fa:

Lo stato attuale dei due ospedali, prossimi allo stato di ruderi, ne accomuna le sorti odierne, ma nella notte del disastro i rispettivi destini furono diversi: la posizione sopraelevata di Villa dei Pini probabilmente salvò dalla tragedia i suoi occupanti. Un articolo di Repubblica del 6 maggio 1998 testimonia le vicende di questo plesso ospedaliero: “Gli elicotteri sono riusciti a raggiungere anche un altro ospedale di Sarno, la villa dei Pini che era rimasto isolato dopo la frana. Non ci sono feriti e i soccorritori si sono limitati a calare sul tetto bombole di ossigeno, medicinali e viveri di prima necessità per consentire ai pazienti ricoverati, circa una quarantina, di non sopportare ulteriori disagi“.

Questa è una delle poche esplorazioni che ho vissuto in solitudine, stavolta a causa del lungo percorso in salita che conduce alla clinica: nonostante la stanchezza della giornata, non mi sono fatto scoraggiare e mi sono messo in marcia, passando tra campi apparentemente coltivati e archi in pietra. Raggiunta la cima, un cartello annuncia i reparti specialistici di Villa dei Pini, una sorta di succursale di Villa Malta.

Sullo spiazzale antistante l’edificio, un singolo stivale di gomma risale forse ai momenti concitati dell’alluvione. Al fiatone della scarpinata si è aggiunto così quello dell’inquietudine, non di certo per i video presenti in rete, che segnalerebbero la presenza di spiriti vaganti in questo ospedale fantasma, né per l’aspetto tetro dell’edificio e per la triste storia a cui rimanda. Vero è che le figurine attaccate alle pareti di una stanza ed altri disegni sui muri non producono esattamente un effetto tranquillizzante su un esploratore solitario.

Insomma, nessun timore di incontri del ‘terzo tipo’, l’unica preoccupazione è sempre quella di incontri del ‘primo tipo’, anche perché sui quotidiani si leggono notizie (chissà quanto veritiere?) piuttosto allarmanti sul losco utilizzo di questa struttura abbandonata.

Ovviamente, mentre attraversavo un’ala dell’ospedale completamente avvolta nel buio, proprio in quel momento un fragoroso tonfo a pochi metri di distanza mi crea, per così dire, un certo scompiglio. E ancora non avevo recuperato del tutto il respiro dopo la salita… Ma era soltanto un’anta sbattuta dal vento. Ritrovata, dopo pochi secondi, una respirazione regolare, proseguo oltre le stanze buie, oltrepasso una cucina, scopro i resti di un altarino, ma qui è tutto un cumulo di detriti e calcinacci, e rifiuti e piante rampicanti (clicca qui per vedere altre foto).

Raggiunta una scala, salgo ai piani superiori, l’interno offre poche novità ma all’aperto, oltre a una piccola costruzione che sembrerebbe una specie di inceneritore, ci sono diverse terrazze e punti panoramici: da una parte si vede il castello, distante poche centinaia di metri; dall’altra un’ampia vista sulla valle edificata e, in fondo, la sagoma del Vesuvio.

Palazzi, fabbriche, e spesso interi borghi abbandonati in Campania devono le loro disgrazie all’intensa attività sismica di questa regione. La zona di Sarno è nota invece per  un’altra calamità naturale, altrettanto, se non più catastrofica di un terremoto: ancora oggi, dopo più di vent’anni, restano queste carcasse di cemento in memoria delle rovinose frane e colate di fango che distrussero il territorio dopo l’alluvione del 1998.


Categoria: edificio fantasma
Tipologia: ospedale
Stato: svuotato e in rovina
Zona: Agro nocerino-sarnese
Raggiungibilità: lunga salita a piedi
Dintorni: altri edifici abbandonati
Accessibilità: semplice
Visita: senza interferenze
Durata: 60 minuti
Aggiornamento: marzo 2019

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