Un disco volante? No, un palazzetto dello sport


Categoria: impianto sportivo
Tipologia: palazzetto dello sport
Stato: mai terminato/abbandonato
Zona: provincia di Salerno
Raggiungibilità: agevole in auto
Accessibilità: non semplice
Dintorni: campo container e discarica
Visita: sconsigliata
Durata: 30 minuti
Aggiornamento: marzo 2019

 

Per definizione un ecomostro è un prodotto edilizio incompatibile con l’ambiente circostante, la cui presenza deturpa il paesaggio e contrasta l’estetica degli altri edifici vicini.

LA NOSTRA DERIVA – La cupola di questa specie di disco volante di cemento armato, dalle mostruose sembianze aracnoidi, svetta al di sopra di alberi e case, tanto che l’abbiamo avvistata fin dall’autostrada. Incapaci di stabilire la funzione di questo bizzarro edificio, ne abbiamo localizzato la posizione sulla mappa per tornarci in seguito, e magari, nel frattempo, per scoprire cosa fosse quella sorta di astronave atterrata nel mezzo di Pregiato, frazione di Cava de’ Tirreni.

Ebbene, ci siamo informati e dopo qualche mese ci siamo tornati, sapendo di trovare in quel punto un palazzetto dello sport abbandonato, o meglio, mai terminato. Non sapevamo, però, che per raggiungerlo avremmo dovuto attraversare, non senza rischi, un campo container fatto di file di prefabbricati, anch’essi incompiuti e abbandonati. Ovvero un secondo caso, sullo stesso suolo, di abuso edilizio e spreco di denaro pubblico.

L’intera area aveva l’aspetto di una baraccopoli mista a una discarica, ed era presidiata da due individui con chiare funzioni di vedette. Ovviamente non li abbiamo fotografati, ma le loro movenze lasciavano pensare ad affari non proprio limpidi. Per fortuna, noi non siamo stati visti e abbiamo proseguito verso la nostra meta.

Raggiunto il palazzetto, abbiamo trovato sbarrati tutti gli ingressi agli spalti, e siamo riusciti a fotografare gli interni e la cupola in legno lamellare solo attraverso le grate, dopo qualche scomoda torsione per infilare l’obiettivo tra le sbarre che impediscono l’accesso all’impianto.

L’edificio, progettato per ospitare 5.000 spettatori, presenta una pianta ottagonale, i cui vertici opposti sono separati da una distanza di quasi 60 metri. Tra le scalinate in cemento abbiamo notato diversi rifiuti, altri oggetti inconsueti come due scivoli in metallo, e fermo sotto un’ala del palazzetto sostava incredibilmente un autobus.

NOTIZIE – La storia è di quelle già sentite, ahi noi, centinaia di volte per quanto riguarda i progetti edilizi falliti in Italia, specialmente al Sud. Costruzione iniziata verso la fine degli anni ’80, terminata dieci anni dopo ma con errori di progettazione degli spalti. Milioni di euro investiti a vuoto, altri milioni da reinvestire per lavori correttivi, pertanto: palazzetto mai inaugurato e abbandonato a se stesso. Progetti comunali e regionali di riqualificazione della struttura: mai compiuti. Di recente, proclamata riconversione in un impianto polivalente per eventi di spettacolo sportivo, musicale e culturale: ancora irrealizzata.

Quel che resta è un gigante di cemento armato lasciato lì a marcire, circondato da baracche e immondizia in un’area in cui regna soltanto il degrado.

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