Casotto Leonetti, meta per trekker o… masochisti


Non tutte le sorprese sono gradite e non è detto che ogni scoperta porti con sé una gradita sorpresa. E se non si è amanti del trekking fine a se stesso, allora la scarpinata che occorre per raggiungere il casotto Leonetti potrebbe riservare solo una lunga sequenza di imprecazioni. Lunga almeno quanto il sentiero che lo anticipa e che, inerpicandosi in salita, conduce infine a destinazione: qui lo spettacolo, che il visitatore sente di aver meritato col suo sudore, è però quello di un rudere che definire spoglio è un eufemismo.

 

Non è un caso che oggi il casotto Leonetti sia noto soprattutto per i tragitti a piedi compiuti da volenterosi escursionisti, come testimonia il portale dedicato Wikiloc. La tratta più gettonata parte dallo splendido casino vecchio della Vaccheria di San Leucio, che abbiamo visitato più volte senza mai potervi entrare, e termina proprio ai piedi della fu residenza Leonetti. In fondo, almeno i trekker lo ottengono un significativo premio alla fatica: se il rudere lascia inappagate le brame architettoniche, il panorama da quassù ravviva qualsiasi istinto naturalistico.

Di notizie storiche, invece, in rete c’è penuria. Bisogna quindi accontentarsi di un cartello impolverato, ma recente, lasciato da qualcuno su un pavimento, che recita: “Casotto Leonetti XVIII secolo”. Risale dunque al Settecento come lo stesso casino vecchio, che però è situato su un’altra altura e appartenne ai Borboni con scopo di tenuta di caccia e residenza di campagna. Si può presumere che il casotto svolgesse la stessa funzione, ma per ospitare la famiglia Leonetti, nobili napoletani che si trasferirono a Caserta proprio in quel periodo (qui la storia della famiglia).

 

Gli interni di questa residenza-rudere non riservano alcuno spunto interessante di architettura storica. Nemmeno gli esterni conservano fregi o dettagli significativi: il tempo ha fatto tutto il suo lavoro di erosione. Le uniche tracce di presenza umana sono recenti: alcune sedie sparse in una stanza vuota al primo piano, e tre vistosi graffiti sulle pareti al piano terra. Uno di questi, con le sue forme stilizzate e i rimandi zoologico-mitologici, produce l’impressione di un misto tra disegno rupestre preistorico e arte vascolare. Non resta che lanciare un ultimo sguardo all’ampio panorama sulla valle, e tornare giù.


Categoria: edificio fantasma
Tipologia: residenza/tenuta di caccia
Stato: rudere
Zona: provincia di Caserta
Raggiungibilità:
in auto, poi lungo sentiero a piedi
Accessibilità: senza impedimenti
Dintorni: natura
Visita: indisturbata
Durata: 30 minuti
Aggiornamento:
febbraio 2020

 

Condividi su: