Un antico monastero senza nome riposa in cima alla montagna


Categoria: ruderi
Tipologia: cappella e monastero
Stato: abbandono e usura del tempo
Zona: Agro nocerino-sarnese
Raggiungibilità: in auto per sentieri impervi e non asfaltati
Accessibilità: dalla porta principale
Dintorni: deserti
Visita: senza interferenze
Durata: 60-90 minuti
Aggiornamento: marzo 2019

 

Nel territorio dell’Agro nocerino-sarnese c’è un’estesa area montuosa che, tra rifiuti e vegetazione brulla, nasconde un cimitero di edifici abbandonati, per lo più prossimi allo stato di ruderi.

LA NOSTRA DERIVA –  La nostra meta primaria era un monastero, che abbiamo provato a raggiungere a piedi salendo da valle. Pessima idea, vista la distanza e il percorso impervio: per fortuna, dopo un quarto d’ora di scalata abbiamo incontrato dei ragazzini che ci hanno sconsigliato di proseguire e suggerito di aggirare il monte in auto.

Non una fatica sprecata, però: prima di interrompere la salita, abbiamo avvistato una cappella abbandonata e ridotta molto male, che abbiamo avuto il tempo di fotografare:

Risaliti in auto, abbiamo percorso non senza problemi i sentieri, in parte asfaltati in parte sterrati e dissestati, che nelle occasioni speciali di celebrazione religiosa sono destinati ai pellegrinaggi verso il santuario. Sorprende che ai lati della strada, un po’ ovunque, fossero ammassati rifiuti d’ogni tipo, alcuni anche bruciati.

Tra fossi e pozzanghere, pietre e spuntoni che hanno messo a dura prova copertoni e ammortizzatori, siamo riusciti a raggiungere in auto il luogo del santuario. Accanto ad una chiesa che risale al 1902, lungo una parete scoscesa del monte riposano i ruderi di un antico monastero, certamente vecchio di secoli, ma di cui non siamo stati in grado di reperire alcuna informazione: né un nome, né una data.

La facciata si erge severa a picco sulla vallata, tanto che è impossibile fotografarla da posizione frontale. Entrando, non occorre un’esplorazione approfondita per accorgersi immediatamente che gli interni piangono gli effetti dell’abbandono e del logorio del tempo. Dell’antica costruzione non è rimasto quasi null’altro che le fondamenta.

Le uniche informazioni su questo monastero che in rete circolano tra vari quotidiani locali, in realtà, riguardano presunte messe nere o invocazioni a Satana di cui sarebbe stata trovata traccia ormai un paio d’anni fa. Noi non abbiamo individuato nulla di speciale, se non una sedia stranamente posizionata in una stanzetta interna dell’edificio, insieme ad altri oggetti sparsi che però non lasciano dedurre alcunché di misterioso, bensì rivelano soltanto il passaggio (e la permanenza?) di altri visitatori che ci hanno preceduto.

I piani superiori non riservano particolari sorprese: le viste più affascinanti sono forse gli scorci panoramici che spuntano tra le finestre – ormai mere aperture all’interno delle pareti consunte della struttura.

L’unico punto interrogativo lo lascia la scala che porta verso il secondo piano e che si interrompe contro un accesso murato. Non il solo, in verità: anche un altro paio di stanze sono celate e rese inaccessibili da una muratura. A voler cercare a tutti i costi il mistero, ci si potrebbe chiedere cosa nascondono questi sbarramenti, ma il dubbio, a dire il vero, non ci ha perseguitati più di tanto.


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