Nella vecchia fattoria (a quanto pare non così vecchia)


DERIVA – Capita non di rado di viaggiare lungo strade provinciali già con una meta in programma, avvistare da lontano la sommità o una facciata di un edificio, e decidere quindi di modificare la rotta e fermarsi a dare uno sguardo. Un paio di svolte per immettersi in una strada di campagna, ed ecco che ci si ritrova, in modo imprevisto, davanti a quella che ha tutta l’aria di una vecchia fattoria abbandonata.

Una cisterna sopraelevata, posta alle spalle di un gruppetto di edifici, rafforza la sensazione di essere in presenza di un terreno adibito ad attività agricole. Le palazzine a due piani mostrano inoltre chiari segni abitativi: entrambe ben chiuse, dalle porte e dalle finestre lasciano intravedere che sono ancora completamente ammobiliate; dal balcone di quella più piccola pendono abiti e un po’ ovunque si notano resti di vita vissuta.


Posto in mezzo alle due palazzine, affaccia sul piazzale centrale un grosso deposito preceduto anteriormente da due vani, forse utilizzati come spazi di vendita al dettaglio o di smistamento per prodotti alimentari. Ad oggi, in ogni caso, l’edificio contiene nient’altro che rifiuti e detriti, mentre gli ambienti antistanti mostrano evidenti tracce di un incendio.

Sul retro si nasconde anche una stalla con tanto di mangiatoia per animali: se ne può dedurre senza troppi dubbi che questo terreno fosse utilizzato anche per l’allevamento del bestiame. Nella stalla, al nostro arrivo, una tubatura rotta lasciava scorrere costantemente un getto d’acqua, un po’ spiazzandoci per il rumore inatteso, infine dando ulteriore conferma di una dismissione recente per questa vecchia fattoria abbandonata.


L’edificio più interessante è quella che appare come un villino agricolo più antico, dal quale svetta una torretta con una piccola cupola, tale che a scorgerla da lontano potrebbe sembrare il campanile di una chiesa di campagna (e per questo motivo ci siamo avvicinati deviando dal nostro percorso). Ad oggi l’edificio è così malridotto che è impossibile per un profano distinguerne gli ambienti e l’utilizzo originario.

Al piano terra, un vano conserva due grossi recipienti numerati (20 – 20), che potrebbero essere stati essiccatoi o altri tipi di vasche per lo stoccaggio di prodotti alimentari, ricavati dall’allevamento. Al primo piano ci sono i resti di un camino in muratura, indizio del fatto che a suo tempo il livello superiore fosse destinato ad un uso abitativo, come accadeva nelle masserie d’una volta.


NOTIZIE – Il vero problema dei ritrovamenti imprevisti è la mancanza totale di informazioni. E per una vecchia fattoria abbandonata non è facile risalire a notizie ufficiali. Una possibile suggestione l’abbiamo trovata sul posto: due insegne, gettate al suolo e parzialmente spezzate, riportano il nome di un ristorante attualmente attivo in zona. Ma potrebbe trattarsi semplicemente di due degli innumerevoli rifiuti scaricati in quest’area. Anche perché tra le tre palazzine presenti, di fatto, non c’è traccia di un locale che assomigli a un ex ristorante.

Al ritorno, brancolando nel buio, abbiamo indagato un po’ in rete e dopo qualche faticosa ricerca siamo riusciti a scoprire che su questo suolo insisteva la sede di un istituto scolastico per discipline tecnico-agrarie, tristemente dismesso da più di un decennio, al termine di una storia cominciata nell’Ottocento e durata ben 125 anni. Il Comune aveva successivamente fittato il suolo ad un privato, per l’appunto a scopi agricoli: di qui l’apparenza di una fattoria. Infine i locali sono stati abbandonati e occupati abusivamente, poco più di 5 anni fa: ecco perché in due palazzine si notano segni di pernottamenti. Come se non bastasse, da allora l’area è stata soggetta a misfatti d’ogni tipo: razzie e furti di materiali, incendi dolosi, discariche abusive di rifiuti. Insomma, la solita storia.


Categoria: aziende agricole
Tipologia: fattoria
Stato: incendiata e ridotta a discarica
Zona: Casertano
Raggiungibilità: in auto
Dintorni: campagne
Accessibilità: senza sbarramenti
Visita: libera
Durata: 30-45 minuti
Aggiornamento: ottobre 2020

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