Derive: chi/cosa/come?

CHI SIAMO

L’autore di Derive Suburbane (sito, testi e fotografie) è L., appassionato di viaggi ed esplorazioni. Nato a Napoli nel 1982, come molti ragazzini vissuti negli anni Ottanta ha recepito il fascino delle atmosfere decadenti e malinconiche che hanno segnato la cultura e la sottocultura del decennio, in particolare il cinema e la musica. Proprio questa fascinazione, unita all’attrazione per la scoperta e l’avventura, ha ispirato negli anni la ricerca di spazi meno battuti dagli abitanti della città e al di fuori delle principali rotte turistiche: aree urbane nascoste o zone periferiche, piccoli centri rurali, borghi medievali, paesi abbandonati.

Pur rimanendo un divertimento, questo impulso si è quasi spontaneamente concretizzato in un progetto, mosso dall’intenzione di mostrare e raccontare i luoghi dimenticati e abbandonati, l’archeologia industriale e l’architettura ‘fantasma’ della Campania.

Non va dimenticato che l’essenza di questa passione non sono né i racconti né le immagini digitali: sono le esperienze dirette. E se è vero che la “felicità è reale solo se condivisa”, come suggerisce l’epilogo del celebre Into the Wild, L. vive buona parte delle fatiche e dei piaceri delle esplorazioni urbane in compagnia di N.: classe ’95, braccio destro e copilota (navigatrice), illuminatrice (con torcia) e scout di scorci e dettagli degni di essere immortalati. Non è ancora chiaro se abbia aderito alla missione per contagio, per offrire una caritatevole assistenza psicomotoria o per innato interesse personale.

Infine, tra scambi di informazioni e condivisioni di esperienze, non mancano gli incontri, le conoscenze e talvolta le amicizie con altri appassionati esploratori. Che si tratti di amici, conoscenti o semplicemente persone interessate ad aderire e partecipare al nostro progetto, siamo sempre felici di arricchire il nostro archivio con contributi esterni, che abbiamo segnalato nel titolo dell’articolo con la voce Altre derive.


DI COSA SI TRATTA?

Il concetto di deriva fa qui riferimento ad una pratica situazionista volta a sovvertire un tipo di attraversamento passivo degli spazi urbani, rifiutando un’esperienza topologica che sia vincolata ad uno scopo precostituito socialmente, scavalcando cioè i confini segnati sulle mappe secondo principi economici o politici, e sostituendo quindi alla geografia la psicogeografia: un criterio di selezione arbitraria ed individuale dei propri spostamenti lungo la superficie di una determinata area.

Le nostre derive riprendono l’atteggiamento ludico-costruttivo dei situazionisti e l’idea di tracciare percorsi che trascendano un utilizzo abitudinario e funzionalizzato dello spazio, ridisegnandone la mappatura in autonomia o lasciandosi guidare da sollecitazioni e suggestioni esterne, da improvvisi avvistamenti, fascinazioni, impulsi, attrazioni. Casualità e pianificazione, in apparente contraddizione, coesistono nel bisogno di ridefinizione della dimensione urbana ed extraurbana attraverso la scoperta individuale: la ricerca di luoghi marginali, dismessi, spopolati, sepolti implica il tentativo di riattivare un rapporto immediato con l’ambiente circostante e segna la rotta delle nostre derive suburbane.


COME AGIAMO

Siamo alla continua ricerca di edifici dismessi o dislocati, paesi diroccati e borghi fantasma, infrastrutture abbandonate, ruderi di antichi monumenti: tutto ciò che accende il desiderio della scoperta ed esercita il fascino della decadenza. Tuttavia, la capricciosa libertà e l’irresistibile curiosità che orientano i nostri percorsi non ci distolgono dalla coscienza dei nostri limiti: il rispetto dei luoghi che visitiamo è un principio morale imprescindibile.

Quando siamo in prossimità di un edificio abbandonato o di un paese fantasma, ci preoccupiamo di accertarci che non siano presenti divieti, non violiamo mai una proprietà privata segnalata, non evitiamo contatti con abitanti e passanti, anzi il più delle volte cerchiamo autorizzazioni o interroghiamo persone informate sullo stato e sulle condizioni di visita di un determinato luogo. Una volta all’interno, ci atteniamo alla nota regola non scritta di non prelevare né spostare alcun oggetto, facendo la massima attenzione a non arrecare alcun tipo di danno, fosse dovuto anche al solo passaggio a piedi.

Intendiamo pertanto dissuadere chiunque da ogni intenzione malevola, da qualsiasi atto vandalico e qualsiasi sfruttamento goliardico dei luoghi da noi mostrati. Lo spirito con cui scegliamo i posti da visitare è quello dell’informazione, della testimonianza e di uno stimolo alla preservazione di spazi altrimenti abbandonati alla corrosione del tempo.

L’esplorazione della Campania “fantasma” è un compito non privo di rischi, dovuti non solo alla diffidenza di molte persone, ma anche alla possibilità di spiacevoli incontri, poiché non di rado il riutilizzo di edifici abbandonati è volto allo svolgimento di azioni criminose. Per questo, l’invito è di fare il possibile affinché questi luoghi possano trovare nuova vita in modo diverso. Le derive suburbane sono un tentativo in questo senso: restituire una voce (una storia) e una visibilità (un’immagine) a luoghi divenuti muti e invisibili; restituire un vissuto (un grado di esperienza) a spazi che rischiano di svuotarsi di memoria umana.