Derive: chi/cosa/come?

Derive Suburbane è ad oggi il più vasto archivio online di immagini, informazioni e brevi narrazioni incentrato sui luoghi abbandonati in Campania: dai paesi fantasma all’archeologia industriale, dagli edifici dismessi e diroccati fino ai monumenti dimenticati e trascurati.


CHI SIAMO

Tutto è nato da una congenita attrazione per la scoperta e l’avventura. Di qui è scaturita dapprima la ricerca di spazi meno battuti e al di fuori delle principali rotte turistiche: aree urbane meno visibili, sobborghi periferici, piccoli centri rurali, borghi medievali. Pur rimanendo un puro piacere, tale curiosità è confluita quasi spontaneamente in un progetto, con l’obiettivo di esplorare e documentare, entro i confini della Campania, quella che ci piace definire architettura fantasma.

Non va dimenticato che l’essenza di questa passione non sono né i racconti né le immagini digitali, bensì le esperienze concrete: gran parte delle esplorazioni urbane sono frutto dell’entusiasmo e delle fatiche di due sole persone che, non senza qualche rischio, ne fanno testimonianza diretta. Ma derive suburbane è un cantiere aperto, per questo accogliamo e pubblichiamo sempre con immenso piacere contributi esterni.

La ricerca dei luoghi abbandonati è un’attività ormai diffusa e codificata e ha un nome definito: urbex, sincrasi dell’inglese urban exploration (esplorazione urbana). Le nostre derive hanno molto in comune con l’urbex, ma le intendiamo in modo parzialmente diverso.


DI COSA SI TRATTA?

Il concetto di deriva fa qui riferimento ad una pratica situazionista volta a sovvertire un tipo di attraversamento passivo degli spazi urbani, rifiutando gerarchie topografiche socialmente prestabilite e  bypassando i confini segnati sulle mappe secondo principi economici o politici. Secondo l’insegnamento situazionista, l’orizzonte geografico è rimpiazzato dalla psicogeografia, ossia un criterio di selezione arbitraria ed individuale dei propri spostamenti.

Le nostre derive riprendono l’atteggiamento ludico-costruttivo dei situazionisti e l’idea di tracciare percorsi che trascendano un utilizzo abitudinario e funzionalizzato dello spazio, ridisegnandone la mappatura in autonomia o lasciandosi guidare da sollecitazioni e suggestioni esterne, da improvvisi avvistamenti, fascinazioni, impulsi, attrazioni.

Casualità e pianificazione, in apparente contraddizione, coesistono nel bisogno di ridefinizione della dimensione (extra)urbana attraverso la scoperta individuale: la ricerca di luoghi marginali, dismessi, spopolati, sepolti implica il tentativo di riattivare un rapporto immediato con l’ambiente circostante e segna la rotta dei nostri movimenti.


COME AGIAMO

Siamo alla continua ricerca di tutto ciò che accende il desiderio della scoperta e allo stesso tempo esercita il fascino della decadenza. Tuttavia, la capricciosa libertà e l’irresistibile curiosità che orientano i nostri percorsi non ci distolgono dalla coscienza dei nostri limiti: il rispetto dei luoghi che visitiamo è un principio morale imprescindibile.

Ci preoccupiamo di accertarci che non siano presenti divieti, non violiamo segnali espliciti di proprietà privata, né evitiamo contatti con abitanti e passanti. Anzi, se possibile, interroghiamo persone informate sullo stato e sulle condizioni di visita di un determinato luogo e, se necessario, chiediamo autorizzazioni. Varcata qualsiasi soglia, ci atteniamo alla nota regola non scritta di non prelevare né spostare alcun oggetto, facendo la massima attenzione a non arrecare alcun tipo di danno, fosse dovuto anche al solo passaggio a piedi.

Intendiamo pertanto dissuadere chiunque da ogni intenzione malevola, da qualsiasi atto vandalico e qualsiasi sfruttamento goliardico dei luoghi da noi mostrati. Lo spirito con cui scegliamo i posti da visitare è quello dell’informazione, della testimonianza e di uno stimolo alla preservazione di spazi altrimenti abbandonati alla corrosione del tempo.

L’esplorazione della Campania “fantasma” è un compito non privo di rischi, dovuti non solo alla diffidenza di molte persone, ma anche alla possibilità di spiacevoli incontri, poiché non di rado il riutilizzo di edifici abbandonati è volto allo svolgimento di azioni criminose. Per questo, l’invito è di fare il possibile affinché questi spazi dimenticati della Campania possano trovare nuova vita in modo diverso. Le derive suburbane sono un tentativo in questo senso: restituire una voce (una storia) e una visibilità (un’immagine) a luoghi divenuti muti e invisibili; restituire un vissuto (un grado di esperienza) a spazi che rischiano di svuotarsi di memoria umana.


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