Fossili a cielo aperto: il borgo medievale di San Felice vecchia


In una strana cornice fatta di stratificazioni tra vita presente e memoria del passato, a pochi passi sopra il cimitero comunale della frazione di San Felice, si sviluppa l’altura che conserva i ruderi di un borgo medievale: San Felice vecchia. Idealmente, così, prende forma nello spazio verticale una graduale retromarcia nel tempo: chi arriva a San Felice scopre, come in ogni altro luogo, l’esistente tangibile, ossia la viva quotidianità del paese più a valle; quindi si ritrova davanti il parco cimiteriale, simbolo del ricordo ancora prossimo dei cari defunti; infine l’antico borgo fantasma, frammentario residuo di una storia lontana ed estinta, che risale quasi all’Alto Medioevo.

Il primo edificio che si presenta alla vista di un viandante è una chiesetta in pietra in buone condizioni, forse restaurata. Il portone in metallo è chiuso e la rende un blocco inaccessibile. Ma è questo l’unico edificio integro e dalla forma compiuta: di qui in avanti non restano che rovine dai profili scarsamente distinguibili ad un occhio profano. Le prime mura che si ergono sul versante sud del piccolo borgo medievale assomigliano ad una fortificazione, ma il castello vero è proprio si trova qualche centinaio di metri più avanti, immerso nella vegetazione (e noi non ci siamo arrivati).

 

Un piccolo sistema di archi introduce nel cuore di San Felice vecchia, dove un bidone dell’immondizia (un po’ meno medievale) si sta lentamente mimetizzando con la natura. Da qui inizia l’intreccio di vicoli sterrati tra le antiche abitazioni, dove tutto è riaffondato nella vegetazione o crollato sotto i colpi dei secoli. Entrare nelle case è quasi ovunque impossibile o molto pericoloso, gli edifici in pietra, se ancora in piedi, sono estremamente instabili. Uno di questi termina in una porticina sotto la quale passerebbe solo un bambino: ne sono rimasti gli stipiti in legno che lasciano supporre un abbandono non così remoto come quello suggerito dallo stato dei ruderi. L’origine del borgo fortificato è probabilmente condivisa con quella della vicina Pietravairano, sorta nel 1070. Alcune fonti storico-economiche menzionano attività agricola su questa collina nel 1700. Un tentativo di datazione dell’abbandono del centro antico sarebbe invece, senza documentazioni, puramente pretestuoso.

 

Di certo molto antica è la chiesa che si trova a nord-est del piccolo borgo di San Felice vecchia. Anch’essa tutta in pietra, anch’essa ormai risucchiata dalla natura e messa in ginocchio dall’usura del tempo. La struttura a doppia navata con archi presenta l’abside sul lato sinistro: l’altare è stato spazzato via, e in una nicchia è ormai cancellato quello che doveva essere un dipinto sacro.

 

Aggirando la chiesa si può chiudere un percorso circolare del borgo, arrampicandosi non senza difficoltà tra pietre smosse, sentieri ricoperti di vegetazione ed altri ostacoli naturali o causati da crolli. Facendo molta attenzione, si può compiere un ultimo passaggio sotto qualche cunicolo e qualche tetto ancora in piedi, prima di ritrovare di nuovo il bidone che, in questo labirinto omogeneo di fossili architettonici, è almeno un buon riferimento per orientarsi.

Un ultimo passaggio sotto gli archi in pietra percorsi all’ingresso, e infine si lascia San Felice vecchia.


Categoria: borghi e insediamenti
Tipologia: paese fantasma
Stato: diroccato, ruderi
Zona: alto Casertano
Raggiungibilità: breve sentiero a piedi
Accessibilità: semplice, libera
Dintorni: poco trafficati
Visita:
 da evitare, edifici pericolanti
Durata: 1 ora
Aggiornamento: gennaio 2021

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