Lo scheletro di un antico albergo sulle cime del vulcano


NOTIZIE – La nascita dell’Hotel Eremo è legata alla costruzione di una ferrovia e risale agli inizi del secolo scorso. Un tempo “Eremo-Osservatorio” era una fermata della linea ferroviaria Pugliano-Vesuvio, che alla stazione successiva si congiungeva alla Funicolare Vesuviana per raggiungere la cima dell’altura e le prossimità del cratere. Il collegamento, tutto a trazione elettrica, era particolarmente innovativo per l’epoca, ovvero il 1903-1904 (Luigi Scarpato ha realizzato una dettagliata ricostruzione storica e fotografica della ‘vita’ di questa funicolare).

La costruzione della ferrovia, poi dismessa nel 1955, fu merito dell’ingegnere John Mason Cook, a cui si deve anche l’edificazione dell’Hotel Eremo: il progetto fu concepito nel 1902, mentre i lavori terminarono l’anno successivo. Proprio nel settembre del 1903 fu inaugurata anche la linea ferroviaria del Thomas Cook Group e l’albergo che dava il nome alla fermata serviva ad ospitare i turisti che volessero trattenersi una notte, prima o dopo la visita al Vesuvio.


D’altronde, il panorama esclusivo di cui godevano le terrazze dell’albergo, di per sé già piuttosto elegante, favoriva la tentazione di un pernottamento: di qui era (ed è) possibile ammirare gran parte della costa campana, golfo di Napoli incluso.

Con la chiusura della ferrovia, l’albergo iniziò un lento declino che portò al fallimento intorno agli anni ’70-’80, quindi all’abbandono. Oggi, è sventrato, svuotato e ridotto ad uno scheletro di se stesso, ed è meta di curiosi, writer, coppiette, vandali, neo-esploratori dell’abbandono, ma soprattutto videomaker in cerca di un background affascinante e di facile accesso. Tra i più famosi, anche il fenomeno YouTube Liberato ha girato qui alcune scene del video di una sua canzone.

 

DERIVA – Il racconto della nostra esperienza, insieme ad altre nostre foto, è su:


Categoria: edificio fantasma
Tipologia: albergo
Stato: abbandonato e pericolante
Zona: Colle del Salvatore, Vesuvio
Raggiungibilità: in auto, percorso tortuoso
Accessibilità: non ci sono sbarramenti
Dintorni: spopolati
Visita: libera
Durata: 2 ore
Aggiornamento:
 ottobre 2018

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