Un’antenna dismessa nel cuore del Parco del Partenio


Il Parco regionale del Partenio è un ‘polmone verde’ situato nella provincia di Avellino, ed è dal 1993 un’area naturale protetta, oltre che sito d’importanza comunitaria (SIC) con la denominazione “Dorsale dei Monti del Partenio”. Sulle sue pendici svetta il noto Santuario di Montevergine, visitato ogni anno da oltre un milione di pellegrini. Poco più sopra era collocata una nota ex base NATO, ma gli anni ’80 non hanno lasciato solo questo ricordo: ancora più in alto sul monte si scopre un’antenna Telecom dismessa.

ALTREDERIVE – Tra alberi di castagne e i tartufi neri del Partenio, proseguendo lungo la strada che costeggia Campo Maggiore, dopo diversi chilometri ci si ritroverà di fronte ad un bivio. Seguendo la stradina a sinistra si arriverà a oltre 1400 metri dove ci sarà una grossa sorpresa in cemento ad aspettarci. Piccola premessa, la strada è sconnessa, non è impossibile percorrerla in auto, ma soprattutto in autunno il fogliame che si riversa sulla strada la rende molto scivolosa. Il consiglio è quindi di percorrerla a piedi, il tragitto è di circa 2,5 km e ci vogliono poco più di 90 minuti per percorrerlo. Alla fine di questa tortuosa stradina nel bel mezzo della montagna, precisamente nell’area di competenza territoriale del comune di Pietrastornina, si erge questa torre che è chiaramente associabile ad un’antenna ormai abbandonata.


Alcune ricerche dicono che sia appartenuta alla Telecom e sia stata costruita in una data non meglio precisata a partire dalla seconda metà degli anni ’80. La struttura sarebbe servita per supportare un ripetitore TACS,  acronimo di Total Access Communication System. Ritenuto obsoleto nei primi anni 2000, il sistema è stato sostituito dai più moderni sistemi GSM e UMTS. È proprio tra il 2001 ed il 2003 la data più probabile di dismissione del sito, anche se il definitivo abbandono sembra sia datato ad almeno il 2006.


L’antenna Telecom dismessa non è sorvegliata né chiusa, e in questi anni è stata totalmente vandalizzata. All’esterno sono presenti piccoli fabbricati che contenevano impianti elettrici (cabine, trasformatori, batterie, ecc.), mentre all’interno ci sono vari piani, tutti apparentemente uguali, che erano attraversati da un ascensore (completamente distrutto) e da una scala in ferro, che permette di arrivare sulla cima di questa torre alta circa 50 metri. Facendo molta attenzione, a causa dei calcinacci presenti sulla scala, è possibile raggiungere il tetto della struttura: da qui si potrà godere di un panorama mozzafiato.

Dai circa 1500 metri di altitudine in cui ci ritroveremo (stando attenti a non sostare sulle grate che, ove non siano mancanti, possono essere pericolanti) sarà possibile avere una visione a 360° del panorama circostante. Oltre a riuscire a vedere, abbastanza chiaramente, gran parte dell’Irpinia e del Sannio, si riescono a scorgere le montagne del Matese, il Vesuvio ed il golfo di Napoli con l’isola di Ischia. Con determinate condizioni atmosferiche è possibile osservare addirittura il Mar Adriatico ed i monti del Gargano.


Da queste immagini video in movimento appare forse più evidente il contrasto tra l’imponenza della struttura e il contesto, in realtà poco consono, del paesaggio circostante. Non volendo aprire un dibattito sull’impatto che hanno queste costruzioni sulla flora e la fauna del territorio, la riscoperta dell’antenna Telecom dismessa ha già scatenato non solo la curiosità di molti, ma anche i commenti di chi vorrebbe rivalutare la zona. C’è chi vorrebbe realizzare un’attrazione come il “Volo dell’Angelo”, chi vorrebbe abbatterla e chi invece vorrebbe che quella torre fosse utilizzata per realizzare un osservatorio astronomico. Tante idee, alcune di difficile realizzazione, che però aprono un dibattito sul futuro di questa imponente struttura. Se in futuro diventasse davvero un sito di attrazione turistica?

di Claudio Petrozzelli
attivista, blogger, scrittore


Categoria: infrastrutture
Tipologia: antenna e ripetitore TACS
Stato: dismessa e devastata
Zona: Monti del Partenio
Dintorni: natura incontaminata
Accessibilità: libera
Durata: 30 min (+150/180 di cammino)
Aggiornamento: ottobre 2020

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