Uno scivolo con vista Vesuvio, ora scivola verso il declino


Nella memoria di almeno tre o quattro generazioni sono ancora intatte le scene di uno stabilimento animato e variopinto, così com’era fino agli anni Novanta il lido Rovigliano. Alle spalle della spiaggia s’innalzava un piccolo acquapark con due scivoli, uno giallo e uno rosso, e due piscine. Qualcuno, sui social, ricorda ancora i prezzi degli ingressi al piccolo parco acquatico: “5.000 lire se venivi dalla spiaggia libera e 10.000 per l’ombrellone con entrata alle piscine“.
Nelle vecchie foto si notano i colori, la vita, la folla. Oggi, invece, la spiaggia è deserta, gli scivoli sono fermi, le piscine asciutte e ricoperte di vegetazione. Si sente solo lo scrosciare delle onde di un mare blu intenso, in cui da troppo tempo, però, il fiume Sarno riversa gli scarti industriali della zona. Il lido di Rovigliano, conosciuto anche come Lido Malafronte, è sparito: il litorale non è più guarnito di lettini e ombrelloni ma, spesso, ricoperto di rifiuti, erbacce ed altri segni d’incuria, finché qualche volontario non va sul posto a sgombrare le spiagge.

Di fronte alla costa, la vista offre lo spettacolo naturale e storico dello scoglio di Rovigliano, nome ufficioso dell’isolotto Petra Herculis: secondo la mitologia, fu Ercole, di ritorno dalla sua decima fatica, a formarla staccando la cima del monte Faito e lanciandola in mare. Per questo, in epoca romana, sull’isola sorgeva un tempio dedicato ad Ercole. I resti della cinta muraria appartengono anche ad una sovrapposizione architettonica, visto che dal XII secolo l’isolotto ospitò un piccolo monastero.

Tornando a riva, e arretrando rispetto alla spiaggia, ecco l’acquapark, ormai abbandonato da un ventennio, incluse alcune casupole diroccate nei pressi delle piscine. Un vecchio motoscafo giace all’esterno di una capanna, che dietro una porta, nell’ombra, cela una tetra barella impolverata. Sul portale d’ingresso alle piscine si legge ancora l’insegna sbiadita. Non una goccia d’acqua bagna le piscine o scorre lungo i due scivoli tubolari aperti. Anzi, la duplice struttura appare rinsecchita e probabilmente pericolante.

Salire sulla scala d’accesso è un rischio: la ruggine ha mangiato il metallo, la polvere e il caldo lo hanno seccato, sembra quasi possa sbriciolarsi tutto da un momento all’altro. E pensare che, prima di lanciarsi nel semi-tubo, la vista frontale era un panorama spalancato direttamente sul Vesuvio [altre foto sulla nostra pagina Facebook].


Categoria: infrastrutture
Tipologia: parco acquatico e piscine
Stato: abbandono e degrado
Zona: Rovigliano
Raggiungibilità: a piedi dalla spiaggia
Accessibilità: libera
Dintorni: abitati
Aggiornamento: settembre 2020

Condividi su: