La chiesa del lampadario sospeso… nel tempo


In una piccola frazione di un piccolo paese campano, in posizione abbastanza isolata, sorge un complesso parrocchiale, pure piuttosto grande considerando l’esiguo numero di abitanti. Pochissime, frammentarie sono le informazioni che si possono reperire in rete: con mia grande sorpresa, ho però appreso che adiacente era addirittura presente anche una chiesa vecchia, oramai invisibile perché completamente crollata. L’edificio è stato presumibilmente abbandonato dopo che le due frazioni sono state riunite in un’unica parrocchia: da lì l’inevitabile declino che ha portato tutto il complesso ad essere immerso nella vegetazione più totale, ad eccezione della “nuova” chiesa parrocchiale, relativamente salva anche dai crolli degli anni.

Già, ma abbandonata da quando? Molto incerto anche questo dettaglio. Ho parlato con l’anziano signore che abita di fronte e, in un dialetto quasi incomprensibile, mi ha detto che da quando ricorda quel complesso è sempre stato abbandonato: sicuramente una sessantina d’anni, ma a giudicare dallo stato di degrado, direi anche molto di più! Appena entrato, difatti, ho immaginato un abbandono quasi secolare, ma ben presto ha colpito la mia attenzione una scritta sull’altare laterale:

M.RA. 1926 RIN […] ALFONSO 1966.

Due date di restauri? Chissà…

ALTRE DERIVE – Sono tornato due volte in questo posto, a distanza di svariati mesi: nulla era cambiato, sospeso nel tempo come in una capsula. La seconda volta, ho preso coraggio: sono salito sulle precarie scalette fino ad arrivare su in cima al campanile, dove padroneggiano due splendide campane bronzee. Anche questa è decisamente una particolarità: ogni volta che una chiesa viene sconsacrata e dunque abbandonata, la curia provvede a prelevare le campane… è un piccolo mistero: forse non è stata sconsacrata? O magari, in questo remoto angolo della Campania, hanno dimenticato l’esistenza di questo complesso?


In ogni caso, come si può ben vedere dalle fotografie, la chiesa, nonostante sia ridotta malissimo, conserva ancora il suo grande fascino: bellissima la vegetazione sulle pareti e soprattutto particolarissimo quel pezzetto di lampadario che ancora resiste, imperturbabile, scendendo a picco poco di fronte l’altare, sussurrando le sue ultime preghiere nel silenzio.

di Michele Tropiano


AGGIORNAMENTO – Nell’ottobre del 2020 siamo passati anche noi di Derive Suburbane a dare uno sguardo alla chiesa visitata da Michele. E non è cambiato molto: i brandelli di lampadario pendono dal soffitto allo stesso modo di qualche anno prima, l’altare non appare più massacrato di quanto non fosse già allora, tanto che i due angioletti ai lati languono allo stesso modo, mezzi dilaniati ma ancora riconoscibili nella loro espressione celestiale. Nella più antica chiesa adiacente la vegetazione è forse cresciuta, e più nulla è riconoscibile dell’edificio originario. Ecco le nostre foto (molte altre sulla pagina Facebook):


Categoria: ruderi e resti
Tipologia: chiesa
Stato: quasi un rudere
Dintorni: campagne disabitate
Durata: 20-30 minuti
Ultimo aggiornamento: ottobre 2020

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