Melito Irpino: qui riposa una coppia di antichi fratelli


Se si parla di Melito Irpino vecchia, s’intende un paese abbandonato sul fiume Ufita, d’origine medievale, di cui però non è più visibile alcuna traccia dell’antico abitato, spopolato definitivamente nel 1963. In piedi sono rimasti solo due emblematici monumenti del passato e unici edifici di pregio architettonico, il castello normanno e la chiesa di Sant’Egidio. Affratellati dalla storia e dal destino, sono gli ultimi due guardiani del fiume e gli ultimi testimoni di un insediamento ormai estinto.

Paesi fantasma Campania - Melito Irpino - chiesa e castello

LA NOSTRA DERIVA – Per raggiungere Melito Irpino in auto, abbiamo dovuto percorrere, tra molte curve, una lunga strada rurale, ripida e spesso sterrata. I dintorni sono abitati da contadini del luogo: alla nostra vista, alcuni lanciavano sguardi sospettosi, altri mandavano cordiali cenni di saluto dai campi o dal trattore, tutti sorpresi di incrociare facce sconosciute. Raggiunta una piazzola di sosta antistante i due maestosi ruderi adagiati davanti a una splendida vallata, abbiamo parcheggiato e ci siamo ritrovati davanti questi vecchi fratelli, ossia tutto ciò che resta del paese fantasma di Melito Irpino. [La prima visita risale alla fine del 2018; tornati nel maggio del 2021, data delle foto qui pubblicate, abbiamo ritrovato gli edifici nelle stesse condizioni, salvo la copertura di vegetazione ancor più alta e fitta.]

LA CHIESA – Per chi arriva da monte, la prima a palesarsi alla vista è la Chiesa di Sant’Egidio, dedicata al patrono del luogo. Di questo edificio di culto ci sono poche notizie, al di là di quanto riportato sull’iscrizione sulla facciata, che d’altronde risale ad un’opera novecentesca di ristrutturazione. Nel perimetro del suo scheletro malmesso, la chiesa preserva gli ultimi residui degli stucchi decorativi, ancora visibili con una flebile sfumatura azzurra. Il tetto in legno, che copriva la struttura in pietra a navata unica, è in parte crollato. L’altare è sommerso da rovi, arbusti e nidi di uccelli, dunque invisibile. Un’apertura sulla destra dà sulla sacrestia, dove è ancora accessibile una stretta scala che conduce in cima alla torre del campanile, ma non ce la siamo sentita di rischiare la nostra incolumità né l’integrità dell’edificio stesso e abbiamo evitato di percorrere la scala al suo interno.

 

IL CASTELLO – Accanto alla chiesa, nella consueta posizione sopraelevata a guardia della valle, si erge il castello, di origine normanno-sveva o forse longobarda , quindi rimodellato dagli Aragonesi e in ogni caso deturpato nei secoli a causa di incendi e assalti. La pianta originaria è irregolare, ma una parte dell’edificio è stata abbattuta perché pericolante. Le mura esterne già rivelano la significativa erosione del tempo: varcata la soglia, abbiamo avuto conferma che anche gli interni sono ormai disadorni e non suscitano particolare interesse. Da una finestra laterale del castello si ammira la chiesa di Sant’Egidio nella sua interezza, ancor più affascinante al tramonto.

 

NOTIZIE – Anche se presentano una recinzione di sicurezza per proteggere i visitatori dal pericolo di crollo, i ruderi di Melito Irpino sono segnati sulle mappe e costituiscono un vero e proprio monumento alla memoria: sono gli ultimi resti di un borgo medievale risalente al lontano XI secolo. Il collasso è avvenuto nel 1962, a causa di uno dei tanti terremoti che affliggono l’Irpinia, zona altamente sismica. Da allora, per ragioni di sicurezza l’antico centro storico è stato interamente demolito, salvando soltanto i due edifici più rappresentativi della storia del luogo, che tuttavia patiscono il progressivo degrado del tempo (le foto di questo album Facebook lasciano trasparire il deterioramento della chiesa negli ultimi quindici anni).

Le vecchie planimetrie riportano l’originaria struttura urbanistica, tipicamente medievale: abitazioni, vicoli e scale si avvolgevano un tempo intorno al castello, ma oggi sono spariti del tutto, rendendo la parte vecchia di Melito un borgo invisibile più che un borgo fantasma.


Categoria: ruderi
Tipologia: chiesa e castello
Stato: incuria e deterioramento
Zona: Irpinia
Dintorni: campagne
Raggiungibilità: in auto
Accessibilità: recinzione di sicurezza
Durata: 1 ora
Nostra 1ª visita: 11/2018
Ultimo aggiornamento: 5/2021

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