Un titano in agonia: da ‘star del cinema’ a rottame edilizio


La storia del Polifunzionale di Piscinola sembra riproporre quel genere di copione che descrive la tragica parabola di ascesa e declino di un protagonista, catapultato da un punto di massimo splendore agli abissi del fallimento: è questa la trama che racconta le vicissitudini di un complesso edilizio caduto “dalle stelle alle stalle”, per utilizzare un banale modo di dire. E la metafora da scrittura cinematografica calza a pennello: nel suo momento d’oro, il Polifunzionale ha ospitato persino un set televisivo della nota serie italiana “La squadra”. Nel contempo, doveva offrire alla comunità strutture sportive, spazi culturali, servizi pubblici e luoghi di ritrovo, allo scopo di rilanciare un quartiere difficile dell’area nord di Napoli.

Oggi è per 3/4 abbandonato e fatiscente, pur rimanendo attivi al suo interno alcuni uffici del Comune, un piccolo campo sportivo al coperto e, in un’ala ancora in condizioni accettabili, la biblioteca comunale “Domenico Severino” e il TAN, ovvero il Teatro Area Nord.

LA NOSTRA DERIVA – Siamo passati un paio di volte per questa immensa struttura: la prima entrando dal parcheggio sul retro, sempre accessibile; la seconda volta abbiamo trovato insolitamente aperto il cancello che fu un tempo quello della biblioteca, e che oggi accoglie gli avventori tra rifiuti, ruggine e incuria.

L’impatto visivo più immediato è quello con i poderosi blocchi di cemento dalle linee nette e dure, che rimandano all’architettura razionalista e brutalista. Facendo un giro lungo il perimetro si notano i diversi dettagli del disegno architettonico del Polifunzionale di Piscinola:

 

L’imponente colonna annessa al corpo principale è la sede della biblioteca “Domenico Severino”, ad oggi in funzione, dove tuttavia non solo non sono operativi gli ascensori, sbarrati e consunti, ma non sono nemmeno presenti altri accessi per disabili, motivo di diverse proteste e dibattiti recenti, unitamente alle condizioni di degrado in cui versa la struttura, sottoposta a frequenti atti vandalici e furti (clicca qui o ancora qui per approfondire).

Proseguendo il giro del complesso, ci si imbatte presto nella slanciata e avveniristica sagoma della piscina: ovviamente, chiusa e in disuso, come gran parte dell’intero Polifunzionale.

 

Ce ne siamo accorti salendo ai piani superiori: molti locali sono serrati, ma appaiono evidenti i segni di irruzioni di ladri e vandali, così attraverso alcune brecce è possibile fotografare gli interni ormai svuotati, ricoperti di soli detriti e soffittature crollate.

Da qualche parte ci dovrebbe essere anche un ampio teatro da 500 posti, sempre inutilizzato, ma non siamo riusciti a trovarlo. In compenso abbiamo potuto soffermare lo sguardo sulle superfici esterne e su altri dettagli architettonici che definiscono il profilo degli edifici.

 

Sul lato opposto rispetto agli ingressi, meno raggiungibile e coperta dai rovi, è celata la più imbarazzante deformità che deturpa l’organismo già putrescente di questo complesso edilizio. Si tratta dei resti di una scuola media – una targa suggerisce il nome “Andrea Doria” – completamente carbonizzata per un incendio doloso.

 

Infine quello che è forse l’angolo più suggestivo e inaspettato che si nasconde tra le mura del Polifunzionale: un set cinematografico. Dietro un cancello socchiuso, ecco le facciate eleganti e posticce di un palazzo finto-antico, recante una targa in onore di un misterioso vicequestore: nessun eroe del nostro mondo – purtroppo – ma solo un personaggio della serie “La squadra”. All’interno del set la luce è scarsissima, rifiuti e calcinacci impediscono il passaggio e acciuffare qualche scatto è un’impresa.

 

Il Polifunzionale di Piscinola non dovrebbe rientrare nel nostro archivio, non essendo ancora del tutto dismesso. Eppure, le immagini parlano da sole rispetto al grado di incuria che affligge questo colosso di cemento, di cui solo una piccola parte è funzionante (e ugualmente malridotta). Tutt’intorno non si contano gli spazi letteralmente dimenticati e in stato avanzato di putrefazione architettonica.

Alla vista di questo gigante agonizzante, non si può evitare un sospiro di sconforto. Il dibattito pubblico sul recupero della struttura è passato su diverse testate, da NapoliToday fino al Roma, ma al momento non sembra che l’orizzonte sia particolarmente luminoso.


Categoria: edifici fantasma
Tipologia: complesso edilizio polifunzionale
Stato: in gran parte abbandonato
Zona: area nord di Napoli
Raggiungibilità: in auto e a piedi
Accessibilità: orari di apertura
Dintorni: abitati e trafficati
Visita: indisturbata
Durata: 1 ora
Aggiornamento:
gennaio 2020

 

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