La chiesa azzurra, nascosta dietro la vegetazione


Non saprei quantificare il numero di luoghi abbandonati degni d’interesse che incrocio durante le mie escursioni in bicicletta: la chiesa azzurra l’ho scovata in questo modo, percorrendo il territorio ed aprendo bene gli occhi. Ed è così che mi è capitato si intravedere da lontano, al di là di un cortile quello che sembrava il timpano di un edificio sacro. Lo raggiungo e mi avvicino al portale, nascosto da un nugolo di piante ornamentali. Pensavo già di essermi imbattuto in uno dei tanti ruderi inaccessibili, ma invece mi accorgo che il portone non è serrato. Appoggio la mano, si apre, mi affaccio all’interno e vedo…  Merda!, pardon: guano. Uno strato di guano tanto spesso da fare da tappeto su tutto il pavimento, ed io ho ai piedi calzature poco adatte. Pazienza, si entra lo stesso. Tanto più che la chiesa è bella e si apre maestosa al disopra dello sguardo curiosante attraverso l’uscio.

L’interno, praticamente tutto azzurro, è ad aula unica a pianta centrale, direi quadrata, con abside al termine del braccio principale e due altari laterali. Il tutto coperto da una cupola decorata con un volo di colombe. L’insieme però è completamente devastato, la cupola presenta numerose crepe alla base, mentre due puntellature in pali di legno sorreggono la zona dell’ingresso e l’abside. Qui fa ‘bella mostra’ di sé ciò che resta dell’altare maggiore, che sicuramente doveva essere rivestito in marmi policromi (trafugati chissà quando!). Pare che la chiesa sia stata abbandonata in seguito ai danni causati dal terremoto del 1980 e da allora, destino comune ad altri edifici analoghi, sia stata oggetto di furti e atti vandalici. Povera chiesa, chissà che peccati sta scontando per essere stata così maltrattata e dimenticata!

 

L’origine di questo luogo di culto secondo alcuni documenti si fa risalire al XII secolo, quando qui esisteva una chiesetta gotica dedicata a due santi dalla dubbia agiografia. Sempre più frequentata dagli abitanti degli insediamenti circostanti, crebbe nel tempo e divenne anche parrocchia, fino a che nel XVIII secolo fu totalmente rifatta modificandone anche l’intitolazione. Qualcosa di questa storia si legge anche sula lapide ormai rovinata affissa in alto sul portone d’accesso.

Sia da quelli laterali che da quello maggiore sono state asportate le pale d’altare delle quali restano solo le cornici in stucco. Ai lati della principale dei due ovali affrescati ne resta solo uno nel quale è rappresentato l’Arcangelo Raffaele con Tobiolo. L’unico altro resto di decorazione è su uno dei pilastri centrali che sorreggono la cupola dove in un altro ovale è dipinta una croce intorno alla quale è scritto adveniant regnum tuum. Sul pilastro accanto invece restano due malconci quadretti con scene sacre a stampa. Alcune nicchie che dovevano ospitare delle statue sono ormai vuote ma sopravvivono le ante in legno e vetro.

Qui il link all’album fotografico completo

Nel guano che ricopre il pavimento si apre un buco che doveva essere certamente l’accesso alle sepolture, mentre i due altari laterali, realizzati in muratura e stucco, sono stati decapitati delle teste degli angeli capoaltare, che dovevano essere modellate in stucco. Mi accingo a concludere l’esplorazione della chiesa azzurra dando un’occhiata ad alcuni piccoli ambienti laterali di servizio, invasi da detriti e cianfrusaglie, e al piccolo vano che dava accesso al campanile la cui scala in legno è ormai crollata.

Vado via pensando a quanto sia incredibile il numero di beni storico-architettonici abbandonati che si possono incontrare ogni giorno lungo le nostre strade, a patto di prestare un po’ di attenzione all’ambiente che ci circonda, o cogliere qualche flebile traccia e seguirla fino al ‘tesoro’. Io lo faccio soprattutto in bicicletta, e in poche ore di passeggiata mi imbatto in così tante possibili mete di esplorazione da rimanere sempre piuttosto perplesso quando sul web e sui social, in gruppi o forum specialistici, leggo di richieste disperate di luoghi da visitare, o quando qualcuno organizza vere e proprie spedizioni turistiche a centinaia di chilometri di distanza, solo per visitare luoghi abbandonati ormai tanto noti da essere quasi più frequentati dei musei italiani.

di Luigi Scarpato


Categoria: luoghi di culto
Tipologia: chiesa abbandonata
Stato: rudere
Dintorni: abitati
Durata: 30 minuti
Aggiornamento: agosto 2021

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